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Antico Codice dei Cavalieri
Un Cavaliere deve sempre seguire le quattro virtù che sono alla base della nascita del Reame.
Colui che trasgredisce il Codice disonora se stesso, la propria famiglia, il proprio ordine e il proprio Ducato e sarà punito con la destituzione con Infamia che lo segnerà come uomo indegno per il resto dei suoi giorni.
Egli sarà sempre Onesto, Giusto, Onorevole e Leale per seguire le cinque leggi del Codice.
I - Mai la menzogna sarà sulle labbra del cavaliere poiché è nella luce della verità che si trova la vera grandezza
II - Il Cavaliere protegge il proprio Onore e quello del Ducato a cui appartiene anche a costo del proprio orgoglio evitando in maniera assoluta comportamenti che possano metterlo in cattiva luce poiché un uomo non è nulla se non è in grado di guadagnarsi il rispetto dei suoi simili
III - Un Cavaliere rispetta sempre le leggi delle terre in cui si reca poiché chi non è in grado di seguire le leggi o le travia a proprio vantaggio è indegno di essere accettato tra le genti civili
IV - Un Cavaliere non colpisce mai a tradimento un nemico, ma prima lo sfida dichiarando il proprio nome affinché questi sappia il motivo per cui viene attaccato, non c'è onore a combattere un nemico ignaro
V - Un Cavaliere protegge i deboli e gli indifesi poiché è per difendere loro che esistono gli uomini d'arme
Il Codice morale del Cavaliere
- Ogni giorno, medito un articolo diverso del codice morale e tento di metterlo in pratica fino a notte.
- Mi applico giorno e notte all'ascolto, la riflessione e la meditazione.
- Mi applico a dominare le mie emozioni verso miei cari come verso miei nemici.
- Mi applico a fuggire i luoghi nocivi e le emozioni negative per sviluppare in me una condotta virtuosa.
- Mi applico ad amare miei fratelli e mie sorelle più di me stesso, a vedere solamente le qualità degli altri, anche di chi vede solamente i miei difetti.
- Mi applico a non nuocere mai ad altrui, anche al rischio della mia vita.
- Mi applico a generare lo spirito di risveglio per liberare l'infinità degli esseri.
- Mi applico a scambiare la mia felicità contro la sofferenza di altrui.
- Mi applico a servirmi della materia senza diventarne schiavo.
- Mi applico a lodare chi mi rivela i miei difetti.
- Mi applico, nella miseria, di mezzo al disprezzo costante, in preda alle malattie, a custodire il coraggio e dei pensieri positivi.
- Mi applico anche nell'opulenza, a considerare i beni al loro giusto valore ed a non trascurare gli altri.
- Mi applico a percepire che, sotto la loro apparente bellezza, gli oggetti piacevoli ed attraenti non hanno più bellezza che un arcobaleno.
- Mi applico parimenti a non considerare le difficoltà come illusorie.
- Mi applico a praticare la generosità senza aspettare ritorno.
- Mi applico a praticare la disciplina cavalleresca senza motivazione mondana.
- Mi applico ad esercitarmi alla pazienza.
- Mi applico a sviluppare l'entusiasmo e la perseveranza.
- Mi applico ad esercitarmi alla calma mentale ed a praticare la concentrazione che trascende i quattro stati senza forma.
- Mi applico ad evitare ogni parola offensiva e sgradevole.
- Mi applico ad essere cosciente del mio stato d'animo del momento ed a ricercare incessantemente la conoscenza di me stesso.
- Mi applico ad osservare costantemente i miei difetti ed a disfarmene.
- Per i meriti di questo scritto e grazie allo spirito di risveglio relativo ed assoluto, possano tutti gli esseri
- Diventare simili à il nostro Divino Maestro che risiede al di là degli estremi, come nel più profondo di noi stessi.
- La perfezione non è di questo mondo, ma il Cavaliere s'impegna a farne la sua ricerca, servendosi del suo coraggio come montatura e della sua volontà come scudo.
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